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L'Acchianata di Santa Rosalia

Palermo Monte Pellegrino

L'Acchianata verso la Santuzza

Quattro chilometri di ciottolato, quattrocento metri di dislivello, una notte di settembre. Cinque tappe raccontano la storia di Rosalia mentre la si sale davvero — o mentre la si percorre con la mente, da qualunque parte del mondo.

Al termine di ciascun cammino ricevi il tuo Diploma da Pellegrino Digitale.

Due modi di salire

Scegli il tuo cammino

Sono percorsi distinti, con avanzamento e attestato separati. Puoi farli entrambi: chi sale davvero il 4 settembre, spesso rifà il cammino virtuale d'inverno per rileggere con calma.

Il cammino sul percorso

Si sale la Scala Vecchia, dalle falde al Santuario. Lungo il sentiero cinque cartelli con un QR Code: ogni scansione apre il racconto di quella tappa. Per l'attestato servono la prima e l'ultima.

  • A Palermo, sul Monte Pellegrino
  • Un'ora e mezza di salita
  • Serve solo la fotocamera del telefono
Come funziona

L'Acchianata virtuale

Le stesse cinque tappe, lette da dove sei. Pensata per chi è lontano da Palermo, per chi non può affrontare la salita, e per chi vuole arrivare preparato al 4 settembre.

  • Da qualsiasi luogo, in qualsiasi momento
  • Si interrompe e si riprende dove eri
  • Attestato con dicitura propria
Come funziona

Le vie del monte

Le tre acchianate del Monte Pellegrino

Non c'è mai stata una sola strada verso la grotta. Ce ne sono tre, sovrapposte nei secoli: un sentiero preistorico, una scala medievale rifatta nel Seicento, e l'ardita architettura di rampe e archi voluta dal Senato palermitano.

Testo di Girolamo Mazzola

  1. Dalla preistoria

    La Valle del Porco

    Dalla preistoria fu certamente l'accesso principale al Montepellegrino e poi la via più breve per giungere direttamente alla grotta-santuario.

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    Un'ode al Signore ed una croce, incise sulla roccia a metà del tratto principale, recitano in greco:

    Sii glorificato dovunque sempre, o Dio

    Provano come in epoca bizantina fosse una strada già regolarmente percorsa dai pellegrini. Il sentiero che la attraversa, di cui esistono ancora chiare tracce, è stato battuto per secoli e fino ad oggi dai pastori con le loro greggi.

    Molto vicino all'imbocco inferiore della valle si apre la Grotta Niscemi, ricca di graffiti che testimoniano la sua caratteristica di luogo sacro e apotropaico. Continuando nella salita si possono apprezzare i resti di alcuni muri e di una antica cisterna e, attraverso i tratti scavati dal deflusso delle acque piovane, si giunge sui pianori più a monte ove sbocca con i due versanti del Cozzo della Mandra.

    Siti usati a lungo per interessi economici, per la pastura e forse qualche piccola coltura grazie ad una certa risorsa idrica disponibile (zona del "Gorgo"). Uno scavo all'imbocco superiore sul poggio della Croce e sul pendio del Santuario porta infatti le tracce di una civiltà pastorale e di una piccola comunità nel seno della quale probabilmente si fondò l'embrione del culto che, attraverso tanti sincretismi, è giunto fino a noi nella devozione per S. Rosalia.

  2. 1638 – 1650

    La Scala Vecchia

    Attraversa la località del monte chiamata Prima Cupola, o anche Lu Rimitu, l'Eremita: un varco anticamente denominato proprio della Scala Vecchia, appellativo che comprova l'esistenza di una strada anteriore a quella monumentale.

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    Ci si riferisce pertanto ad un percorso a rampe ripide ancora più antico di quello seicentesco, già documentato nel Medioevo in un testamento del 1337 (P. Collura) e confermato durante la costruzione della moderna via P. Bonanno dall'architetto C. De Stefani. Questi ne rilevò la presenza verificando di fatto che univa le falde meridionali con il Santuario di S. Rosalia.

    Un primo tratto è costituito da un angusto e tortuoso sentiero scavato nella roccia, gradinato in più punti, in comune e in alcuni tratti parallelo o adiacente alla successiva Scala Nuova. Si immette nella zona della Prima Cupola ma se ne perde presto ogni traccia per l'accumulo di humus e di detrito e per i danneggiamenti causati dai lavori di viabilità effettuati per la costruzione delle successive strade.

    Riprende il tracciato allargandosi, a mo' di trazzera, all'incrocio dell'attuale via Bonanno con la deviazione che porta al castello Utveggio, fino al Piano di Bernardo. Sale poi con una serie di tornantini per accostarsi nuovamente alla Scala Nuova un po' più a valle fino ad incrociarla nel punto in cui si perviene al Santuario. Da qui la strada si suppone proseguisse attraverso la località denominata La Croce, per scendere fino al versante opposto del monte.

  3. 1674 – 1725

    La Scala Nuova

    Nel XVII secolo il Senato palermitano decide di migliorare l'antico camminamento che porta fino alla grotta di S. Rosalia. Solo così diventa possibile accedere alla grotta ad un numero maggiore di pellegrini.

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    Storicamente la zona più adatta era quella, bene o male, tracciata dalla Scala Vecchia, che in effetti spesso corre parallela o viene intersecata dalla nuova via.

    Si tratta di un'architettura abbastanza singolare e ardita: la sequenza delle trentaquattro rampe, in parte su volte e archi, si inserisce nel contesto della montagna determinando con la natura del luogo un particolare equilibrio, forse non voluto ma in pratica ottenuto, fra la strada e il paesaggio.

    La prima rampa, la Scala Lunga, va dalla Piazza del Campo in località Piede della Scala, iniziando con un terrapieno e proiettandosi poi sui primi otto archi. La seconda rampa poggia sui nove archi successivi, la terza ancora su dieci e la quarta su altri cinque; le ultime due rampe sono scavate nella roccia. Il rimanente percorso si inerpica con piccoli terrapieni e si incunea fra i boschetti, quasi in piano, per giungere fino alla cima.

    Ardita la costruzione, iniziata nel 1674 e inaugurata il 13 maggio 1725, ma continuamente soggetta a provvedimenti di manutenzione e consolidamento a causa dell'usura del tempo e degli eventi naturali: terremoti, precipitazioni atmosferiche, frane.

Il cammino digitale ripercorre la Scala Vecchia: la seconda delle tre, quella che i palermitani salgono ancora oggi la notte fra il 3 e il 4 settembre ma anche tutto l'anno.

Vedi il percorso delle cinque tappe

Viva Palermo e Santa Rosalia

Il cammino comincia con un nome

La registrazione dura mezzo minuto e serve una volta sola, per entrambi i cammini. Falla adesso, con calma: sul sentiero, al buio e con poca rete, è il momento peggiore per compilare un modulo.

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